Cucina tipica irpina alla Taverna l’Orcagna


Quando incominciano i primi freddi irpini (belli intensi), inizia la caccia alla trattoria, taverna o osteria dove appagare corpo e mente il sabato sera.

In un piccolo centro alle porte di Avellino (lungo la via Ofantina), a Manocalzati, potrete trovare una piccola taverna con cucina casereccia dove la buona tavola e i gusti semplici (ma ben preparati) vi accompagneranno in una piacevolissima serata mangereccia.

La Taverna L’Orcagna è gestita in modo attento e simpatico da Angelo che si propone anche come fidato consigliere gastronomico. Sempre presente tra i tavoli, è pronto a scambiare una battuta con tutti i commensali.

Come nelle migliori taverne non esiste un menù scritto ma bensì ci si affida ai consigli dello staff di sala che ti guida tra le portate del giorno. Ovviamente non c’è molta scelta perchè si predilige fare poco (ma abbastanza) e bene (anche molto bene).

Gli antipasti sono l’attrazione principale della cena. L’elenco è corposo ma soprattutto saporito. Porzioni generose di fagioli, funghi e salumi aprono le danze. Ma iniziamo con ordine:

Misto di formaggio stagionato, ricotta fresca e capicollo; la ricotta era dolcissima e il formaggio dal sapore corposo.

• Prosciutto e mozzarella; l’unica nota stonata di tutta la cena è una mozzarella fredda e non all’altezza di tutto il resto.

• Pizzette fritte; semplici ma buone e servite bollenti appena fritte.

• Zuppa di fagioli con funghi porcini; buonissima e i funghi abbondanti.

• Zuppa di fagioli, trippa e prosciutto a cubetti; devo aggiungere altro? Io adoro la trippa e questa non era seconda a nessuna!

• Rape e patate; ripassate in padella, forse mancava un pò di piccante.

• Soffritto di carne (la zuppa forte); fortunatamente ho mangiato l’intera porzione quasi da solo…

Proseguiamo. Io mi sono dedicato al secondo di carne, i miei compagni di tavola al primo. Sergio ovviamente non si è fatto mancare nulla e ha preso entrambi.

Monica ha ordinato una porzione di ravioloni ripieni di ricotta e spinaci con salsiccia, funghi e zucca. Un sugo denso e saporito legato con un goccio di besciamella e abbondante formaggio grattugiato. Veramente buoni e molto più delicati di quanto possa sembrare. Variante per Valentina e Sergio che sostituiscono i ravioli con i paccheri.

Io scelgo un bel misto di carne alla brace con sorpresa. Qual è la sorpresa? Un bel cotechino irpino extra piccante al posto della solita salsiccia. Ammazza quanto era buono! Sergio ha ancora un leggero languorino e prende una porzione di salsicce alla brace.

Come tutta la carne in ballo, anche le salsicce erano morbide, saporite e cotte al punto giusto.

Siamo ormai stremati e dobbiamo rinunciare al dessert ma ci accorgiamo quasi subito dell’errore. Gli ospiti seduti al tavolo alle nostre spalle ordinano un misto di dolci che ci lascia senza parole: profitterol al cioccolato come se piovessero ed una “corona” di torte miste a supporto. Peccato non aver indagato fino in fondo sulla varietà. E’ la scusa perfetta per tornarci presto.

Una bottiglia di vino rosso della casa, due bottiglie di acqua e pane a volontà per un conto finale di 60€ (15€ a persona). Un rapporto qualità prezzo assolutamente competitivo che pone la ciliegina finale su una splendida serata. Ve lo consiglio anche a pranzo dopo aver prenotato con largo anticipo e come sempre, buon appetito.

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